Cortlys

IL CASO CORTLYS E L’IDROELETTRICO IN VdA

Il caso della centrale di Cortlys è molto seguito in Valle d’Aosta, da un lato per i suoi specifici caratteri (A), dall’altro perché paradigmatico di un grave problema delle politiche e prassi amministrative regionali (B).

A) I caratteri specifici del caso sono:

  1. L’altissimo costo ambientale: il progetto di centrale insiste su un luogo di estremo pregio paesaggistico e ambientale, ai piedi del Ghiacciaio del Monte Rosa; la sua realizzazione aprirebbe ferite non rimarginabili, compromettendo in modo irreversibile un paesaggio che identifica la Valle del Lys.
  2. Il contributo irrisorio alla produzione energetica regionale: la centrale di Cortlys rappresenta appena lo 0,03% della potenza nominale media di concessione della VdA e neppure un centesimo (esattamente lo 0,96%) della potenza nominale media di concessione per le centrali 100KW – 1 MG
  3. L’assenza di ricadute sulla comunità ed economia locale: la concessionaria è una società privata, l’energia è totalmente destinata alla cessione alla rete, senza consumo locale, non esiste alcun accordo di partecipazione tra gli enti locali e la società.

L’interesse pubblico del progetto è dunque assai discutibile, basato com’è su una disposizione apodittica della legge, senza alcuna di quelle verifiche concrete, che anch’esse sono prescritte dalla legge, da attuare attraverso la partecipazione pubblica e la valutazione degli interessi ambientali in gioco  (VIA)

B) Il carattere paradigmatico del caso consiste nel mettere in luce alcune costanti delle scelte politiche regionali e delle prassi della amministrazione:

  1. L’assoluto favore nei confronti dello proliferare selvaggio degli impianti idroelettrici, senza confronti con le altre forme di energia rinnovabile
  2. La difficoltà a interloquire con gli organi politici regionali (v. assenza sostanziale di risposta alla petizione popolare presentata al Consiglio Regionale, giugno 2011)
  3. Procedimenti opachi, scarsa osservanza delle disposizioni sulla pubblicità che rendono difficile, se non impossibile la partecipazione pubblica e delle stesse persone più direttamente toccate dal progetto, come i proprietari dei terreni
  4. Attitudine comprensiva e indulgente, talvolta collaborativa, dell’amministrazione nei confronti delle iniziative e omissioni delle imprese (v. il trattamento riservato alle imprese che operano prelievi eccedenti i dati di subconcessione posto dalla DGR 1436 del 9 ottobre 2015 allegata)

 

LE COSTANTI DELLA VICENDA PROGETTUALE

La The Power Company s.r.l. ha ottenuto la subconcessione per la realizzazione dell’impianto nel 2009 e l’autorizzazione unica nel 2013.

Per la segretezza in cui è stato condotto il procedimento di subconcessione, non è stato possibile ad alcuno intervenirvi, né impugnare l’atto finale.

A partire del 2010 si sono sviluppate molteplici iniziative per contrastare il progetto, che è da considerarsi solo il primo passo di un disegno più ampio. Infatti:

  1. La società The Power Company s.r.l., poche settimane dopo aver conseguito la subconcessione, ha presentato domanda per la decuplicazione dell’impianto
  2. L’impianto attualmente autorizzato, per le sue ridotte dimensioni, non è economicamente sostenibile

E’ evidente che la subconcessione del 2009 deve intendersi semplicemente come il cavallo di Troia destinato a aprire la strada a un progetto di ben altra portata di quello presentato per la subconcessione.

Tutta la attività della The Power Company s.r.l. è stata in effetti ispirata in questi anni a due principi guida:

  1. frammentare il progetto e i relativi procedimenti, per sminuirne l’importanza
  2. evitare  la VIA, fino al momento in cui, ormai avvenuta una prima manomissione dei luoghi, la valutazione sarebbe condotta sulla base dell’ormai irreversibile degradazione ambientale realizzata.
  1. La The Power Company s.r.l. intende aumentare la potenza dell’impianto. Ciò è evidente dalla domanda di ampliamento presentata nel 2009 e mai ritirata e dal ricorso presentato al TAR nell’ottobre del 2015 contro il Piano Regolatore del Comune che esclude la previsione iniziale di una centrale da più di 3000 Kw per l’impianto in questione. La subconcessionaria ha chiesto una variante dell’autorizzazione, limitatamente alla centrale di produzione: sembra che la variante comporti un ampliamento della centrale, con possibili riflessi  sugli altri elementi dell’impianto (condotte e opera di presa). La subconcessionaria intende inoltre realizzare una pista di cantiere, che prevedibilmente si trasformerebbe in un’infrastruttura stabile: ha presentato domanda in tal senso appena una prima volta appena ottenuta la subconcessione, nonostante la espressa previsione del divieto di realizzare pista di cantiere (atti annullati dal TAR nel 2011) e una seconda volta nel corso del procedimento per l’autorizzazione unica (domanda a cui ha rinunciato per non dover sottostare alla VIA). Nonostante l’evidenza della tattica di frammentazione del progetto, L’Amministrazione si concentra di volta in volta sul segmento di progetto al suo esame, senza voler vedere il disegno generale (“non si può fare il processo alle intenzioni”).
  2. La The Power Company s.r.l. ha evitato la VIA una prima volta quando, su segnalazione della Regione, ha abbassato la potenza di subconcessione dai 219 kw della domanda originaria (24.06.2004) ai 174,21 (24/08/2004), così tenendosi al di sotto dei limite allora previsto per la VIA. Una seconda volta ha evitato la VIA nel corso del procedimento per l’autorizzazione unica: La Regione ha respinto la richiesta in questo senso presentata dal Comune, in base alla considerazione che non avendola presentata nel procedimento per la subconcessione, non poteva più farlo in un momento successivo. Per quanto riguarda la pista di cantiere, non prevista dal progetto di subconcessione, la Regione aveva disposto la VIA, ma, come già detto, la The Power Company l’ha evitata dicendo di preferire fare i trasporti con elicottero. In ultimo, nel procedimento per variante all’autorizzazione, dal progetto risulta una variazione di quote che comporterebbe una variante alla subconcessione e conseguente VIA. Il procedimento è attualmente sospeso: L’amministrazione ha acconsentito ad attendere che la subconcessionaria rielabori il progetto.

PROCEDURE E PROCEDIMENTI ATTUALMENTE IN CORSO

  1. Presso lo TSAP è pendente il ricorso di Legambiente contro la autorizzazione unica (dicembre 2013) per la realizzazione della centrale. L’azione è stata resa possibile dalla vasta adesione alla sottoscrizione popolare per le spese legali promossa da LA, che ha raggiunto l’obiettivo di 4.000 euro.
  2. Presso la Regione è attualmente in corso il procedimento per una variante all’autorizzazione impugnata.  Come già accennato, il progetto di variante, oltre a prevedere la rotazione e ampliamento della centrale di produzione descritti in relazione, presenta un abbassamento di 7 m circa della quota di restituzione delle acque, dunque una modificazione dei parametri di subconcessione. Apparentemente la questione era sfuggita all’esame preliminare dell’Amministrazione, sfociato in alcune richieste di adeguamento. E’ stata invece rilevata da Legambiente nel corso della conferenza dei servizi, che è stata sospesa. Un lieve imbarazzo traspare dal tempo necessario all’Amministrazione per produrre il verbale della riunione. E anche dalla sua inopinata decisione di ammettere tardivamente al procedimento Antonio Beck Peccoz, la cui esclusione aveva più volte reiterato, nonostante i ripetuti interventi del Difensore Civico, argomentando che la variante riguardava la centrale di produzione e non le condotte da realizzare sulla sua proprietà. E’ difficile scacciare il dubbio che la pretestuosa esclusione di Antonio Beck Peccoz, noto per la sua profonda conoscenza delle vicende progettuali, fosse intesa a rendere meno accidentato il percorso della variante e che ora, con la sua tardiva ammissione, si cerchi di non indebolire ulteriormente un procedimento  già periclitante. Per il resto, l’Amministrazione resta in attesa, per riconvocare la conferenza dei servizi, che la società modifichi il progetto.

SITUAZIONE SUL TERRENO

Sono state completate le procedure di esproprio, con una notevole difficoltà per i proprietari a far definire sul terreno le porzioni di proprietà soggette al provvedimento. E’ stato parimenti impossibile fino a ora di ottenere l’identificazione delle piante che saranno da abbattere per la realizzazione dell’impianto, se non sul terreno di uno dei proprietari espropriati (dove se ne sono contate già 23, contro il numero totale di 20 fissato nell’autorizzazione unica).

Il 3 dicembre 2015 la The Power Company s.r.l., nonostante il ricorso pendente di fronte allo TSAP, ha iniziato i lavori realizzando a Staffal/Oagre la condotta di restituzione dell’acqua nel Lys e la cabina di consegna dell’energia elettrica alla CVA. Li ha quindi sospesi, anche se la stagione eccezionalmente mite che avrebbe consentito di proseguirli per qualche settimana. Nonostante la formale richiesta, la The Power Company non ha proceduto alla fissazione dei caposaldi di cantiere, operazione tanto più opportuna viste le incertezze che caratterizza il progetto in materia di quote.

 

 

RETI DI SENSIBILIZZAZIONE E INIZIATIVE

Il caso di Cortlys è seguito da Legambiente, FAI, Mountain Wilderness, CAI – Tutela Ambiente Montano, Società Metereologica Italiana, Comitato Glaciologico Italiano, Centro UNESCO di Torino, Associazione Augusta di Issime, Gli Amici della Musica di Gressoney, Università della Valle d’Aosta, Università di Milano Bicocca

2010 Petizione popolare al Consiglio Regionale VdA

2016 Si costituisce il Comitato per la salvaguardia e tutela di Cortlys

AZIONI GIUDIZIARIE

TAR annulla atti autorizzativi pista di cantiere (ricorso Antonio Beck Peccoz 2011)

TAR dichiara inammissibile il ricorso contro il provvedimento che nega la VIA sull’impianto (su ricorso Antonio Beck Peccoz 2013)

TSAP respinge ricorso contro provvedimento di proroga termini scaduti di subconcessione (su ricorso Antonio Beck Peccoz 2013)

TSAP ricorso pendente contro autorizzazione unica (promosso da LA)

ATTIVITA’ DI VALORIZZAZIONE DEL BENE, INIZIATIVE CULTURALI

Organizzazione concerti, conferenze, performance artistiche

Ricerche condotte da Studenti e dottorandi sul luogo

Conferenze scientifiche

Passeggiate estive e invernali guidate da esperti e organizzate in collaborazione con Delegazione FAI Aosta; Legambiente; Société de la Flore Valdotaine, CAI-TAM; Escursione Comitato Glaciologico Italiano

Pubblicazioni